martedė 12 novembre 2019
Home | Contattaci | Cerca
Home arrow Carta della Terra arrow 2ndo Convegno di Camaldoli
Menu Principale
Home
Notizie
Scipione
Vigoleno
Libri di Scipione
Dibattiti
Incontri
Concerti
Fotografie
Mostre d'Arte
Libri d'Arte
Pubblicazioni
Testi
Carta della Terra
Collaborazioni
Presentazioni
Downloads
Links
Contattaci
Mappa del sito
Amministratore
Le News via RSS
Inserisci i link RSS nel tuo NewsFeeder Preferito per essere sempre aggiornato con le news del nostro sito
Ultime Notizie
Suggeriti da Google
2ndo Convegno di Camaldoli
Don 22-25 aprile 2006
Esperienza e Verità
Quale intelligenza per un mondo complesso ed ecologico?

Covegno al Monastero di Camaldoli con Elisabeth Ferrero (St. Thomas University - Miami), Aldo Natale Terrin (S. Giustina - Padova), Giorgio Bonaccorso (S. Giustina - Padova) e Roberto Tagliaferri (S. Giustina - Padova).


Il favore incontrato nei partecipanti al Primo Convegno di “Nuovi Orizzonti d Ricerca” sul documento internazionale “Carta della Terra”, ha convinto gli organizzatori ad insistere su questo terreno tanto innovativo quanto rischioso e latore di innumerevoli fraintendimenti.
Dopo la presentazione generale dello scorso anno con alcune implicazioni a titolo esemplificativo anche sul terreno teologico, l’attenzione è insistita sul versante epistemologico nella consapevolezza che su questo terreno si gioca la partita del nuovo paradigma ecocompatibile.

La questione ecologica infatti non si esaurisce primieramente sulla considerazione tecnico-politica del saldo negativo di una dissennata e squilibrata corsa allo spreco di risorse, piuttosto ingaggia il versante culturale della conoscenza, delle rappresentazioni culturali, della formazione delle credenze, del tipo di intelligenza più sul versante razionalistico o più sul versante estetico.
Il titolo di questo secondo Convegno “Esperienza e verità. Quale intelligenza per un mondo complesso ed ecologico?” vorrebbe sintetizzare questa intenzione per mettere a tema i processi innovativi del pensiero e contemporaneamente i problemi emergenti.
La sequenza delle relazioni ha subito una piccola variazione sugli intendimenti iniziali, riscontrabile nella presentazione del pieghevole per l’indisponibilità di P.Thomas Matus, che avrebbe dovuto sviluppare il versante teologico. Così il prof. Aldo Natale Terrin si è caricato l’onere di articolare due lati del problema. Il primo epistemologico sulle rappresentazioni culturali e il secondo religionista come ricaduta dell’aspetto epistemologico sul Cristianesimo storico. È noto che uno dei punti controversi dalla filosofia della scienza, dalle neuroscienze e dalla ermeneutica è il dilemma tra coscienza trascendentale e coscienza esplicita dei linguaggi. La realtà viene dal linguaggio o da un pre-dato antipredicativo? Le nostre credenze, comprese quelle religiose, derivano da un contagio di idee legate all’ambiente culturale, o hanno uno sfondo esperienziale in quella datità originaria della coscienza trascendentale indicata da Husserl o anche da alcuni neuroscienziati come Antonio Damasio? Il confronto è strategico perché ne derivano le disposizioni mentali con cui conosciamo il mondo e con cui facciamo scienza. Infatti il riduzionismo scientifico che emargina interi settori della vita come la religione e come gli affetti in nome di una presunta legittimazione sperimentale si serve di una ragione strumentale, che apparentemente dà credito all’esperienza, ma solo quella depotenziata dell’esperimento ma tematizzabile e nomotetico. Invece bisognerebbe rivalutare la ragione dei sensi, delle percezioni e tentare di legger “scientificamente” il mondo introducendo le variabile delle qualità secondarie per una migliore comunicazione umana. La scienza del linguaggio con la Pragmatica ha un po’ anticipato i tempi perché ci ha aiutato a cogliere i significati a partire dai contesti e dai soggetti mai del tutto riconducibili a teoria generale. La crisi delle ideologie in Occidente non ha indicato a debolezza delle credenze per contagio o per massificazione mediatica e non ha indirizzato verso una conoscenza per coscienza estetica, cioè legata ai sensi?
Di qui la riflessione applicata al Cristianesimo nella seconda relazione del prof. Terrin, che tenta di mettere a confronto due rationes della fede: quella dottrinaria o essoterica e quella estetico-esperienziale, o esoterica. In molti modi si possono esprimere queste due sensibilità di fede, tuttavia oggi si fa urgente un ripensamento perché il Cristianesimo veritativo e dottrinario della Chiesa Cattolica trova molti problemi sul fronte dell’evangelizzazione in un mondo multiculturale, multietnico e pluralistico.
Il prof. Giorgio Bonaccorso esplorerà un tema curioso “La scrittura e il computer” con l’intenzione far emergere le conseguenze sulla nostra conoscenza di una intensificazione dell’informazione. La complessità dei sistemi e la molteplicità dei dati che il computer rovescia sulle nostre menti impedirebbe l’assimilazione dei dati e la ruminazione del pensiero. Sebbene il nostro cervello sia estremamente flessibile pare che abbia bisogno di tempi adeguati. Paradossalmente la scrittura, imponendo un rallentamento del pensiero nell’atto tecnico dello scrivere, sarebbe più adeguata del computer a produrre conoscenza e innovazione, perché permetterebbe i tempi di trascrizione e di simbolizzazione della coscienza esplicita.
L’applicazione di un tale approccio ai programmi curriculari del sapere scolastico trova in molte università americane un interessante inversione di tendenza, come ci illustrerà la prof.Elisabeth Ferrero della St.Thomas University di Miami.
Infine il prof. Roberto Tagliaferri tenterà una sortita sul terreno teologico per un “Antropologia della memoria” attivata dal rito, come modalità di una conoscenza estetica, che dreni le derive di un pensiero riduzionistico e sbilanciato sulla dottrina e sul contagio mediatico delle idee.

< Prec.   Pros. >
Login
Username

Password

Ricordami
Hai perso la password?
Non hai ancora un account? Creane uno!
I Pių Letti
   
designed by H2O