Il Parco Fluviale Regionale dello Stirone occupa un’estensione di poco superiore ai 2000 ettari tra Vigoleno e Fidenza. La valle dello Stirone conserva ancora oggi aspetti paesaggistici di notevole suggestione come il Borgo di Vigoleno e il Castello di Scipione. L’interesse è anche naturalistico e paleontologico. Vi è un’elevata ricchezza di flora e di vegetazione con rare specie come le orchidee selvatiche e il dittamo.
La fauna caratteristica comprende il chiozzo di fiume, il tritone crestato, il tuffetto, la folaga, la gallinella d’acqua, la garzetta, il falco pescatore, il nibbio bruno. Straordinaria è la presenza del gruccione, uccello esotico dallo splendido piumaggio che viene a nidificare nelle pareti erose del torrente.
Il valore paleontologico del Parco è di grande rilevanza, soprattutto nel tratto tra “La Bocca” a Scipione Ponte. In questo tratto di torrente affiorano sedimenti caratterizzati dalla presenza di fossili di età Tortoniana (Miocene superiore) vissute in ambienti di mare poco profondo. La notorietà di questo affioramento è legata soprattutto al rinvenimento di uno scheletro pressoché completo e di notevoli dimensioni di una balenottera tuttora oggetto di studio, recuperato verso la fine degli anni ‘80 da alcuni membri del Gruppo Paleontofilo Salsese e attualmente esposto nel Museo dei Fossili di Salsomaggiore. Dai primi dell’800 numerosi sono stati i ritrovamenti di parti scheletriche di cetacei nelle aree fossilifere plioceniche dell’Emilia occidentale; estremamente rari sono invece i ritrovamenti di esemplari più antichi, di era Tortoniana, come appunto quello relativo allo scheletro di una balenottera recuperato nelle argille sabbiose dello Stirone,
duecento metri a monte del mulino di Scipione Ponte. Lo scheletro del grande cetaceo giaceva praticamente nell’alveo del torrente in sedimenti del miocene superiore di circa 8 milioni di anni fa. Si tratta di un esemplare quasi completo e ben conservato. I cetacei sono dei mammiferi adattatisi alla vita nel mare che non abbandonano mai, neanche per procreare. L’esemplare scoperto nello Stirone appartiene al sottordine dei Misticeti, la cui caratteristica principale è quella di possedere al posto dei denti particolari lamine fibrose chiamate fanoni che, agendo da filtro, trattengono all’interno della bocca i piccoli pesci e crostacei di cui si nutrono questi veri e propri colossi del mare.
Il Parco è attraversato da alcuni itinerari percorribili a piedi, in bicicletta e parzialmente anche in auto.
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