Una fonte molto ricca di notizie per conoscere la storia della Parrocchia di Scipione è un manoscritto di 29 pagine compilato nel 1876 da Don Giovanni Granelli, allora Parroco di Scipione, intitolato "Memorie antiche e moderne della Chiesa parrochiale di Scipione". Questo documento, conservato nell’Archivio Parrocchiale, ci guiderà alla conoscenza del lontano e recente passato della Parrocchia di Scipione.
Circa l’origine delle Parrocchie
"Cercare l’origine precisa delle Parrocchie è cosa assai difficile; certo fin dall’epoca successiva agli Apostoli vengono fondate sia le Parrocchie, sia i Parroci". La formale distinzione delle Parrocchie pare sia avvenuta circa nel 4° secolo.
All’inizio del 300, sotto l’imperatore Massimiano, S. Antonino, scampato al massacro e alla decimazione della Legione
Tebea, avvenuta in Francia, si rifugiò a Piacenza e ivi predicò per primo la religione cristiana fondandovi una prima comunità; e poco dopo, probabilmente sotto il Pontificato di S. Silvestro I° (314-335) fu nominato S. Vittore primo Vescovo di Piacenza; egli "mandò i suoi preti ad evangelizzare le Borgate e le Valli; e così il Vangelo raggiunse i principali centri della Val Tidone, della Val Trebbia, della Val Nure, della Val d’Arda, della Val Ceno, della Val Mozzola, della Val Taro, della Val Stirone.
L’antica Chiesa Parrocchiale di Scipione
Nella Valle dello Stirone, i due centri cristiani più antichi furono Vigoleno e Scipione; Vigoleno ebbe la sua Chiesa Parrocchiale "fatta di pietre quadre", fin dal 400; anche a Scipione "fu certamente eretta una Chiesa Parrocchiale molti anni innanzi al 1000, ma non fatta di pietre quadre, per questo cadde presto e fu rifatta più volte". Essa era situata a Nord-Est del Castello, dietro l’antica Rimessa e scuderia dei Pallavicino "dove esistono tutt’ora le traccie della fondamenta e le imposte del muro di travi d’un Fabbricato ad uso della Chiesa".
Certamente questa Chiesa Parrocchiale "aveva un Battistero e una Torre con campane atte a chiamare la popolazione nei dì festivi alla Chiesa".
Quando divenne inservibile e prima che crollasse, il Battistero e la campana maggiore furono trasportati nell’Oratorio di S. Antonio, situato nel luogo dell’attuale cimitero.
Nell’Archivio Parrocchiale di Scipione non esistono Atti o scritti che indichino il luogo e l’epoca della fondazione della prima Chiesa Parrocchiale, poiché i Registri, gli Atti Parrocchiali, i Libri dei Battesimi, dei Morti, dei Matrimoni, incominciano dal 1559 in avanti.
Ora da questi primi atti ufficiali risulta che "sin prima del 1500 dall’ Ill.ma Famiglia Pallavicino fu concesso alla Parrocchia di Scipione ad uso di Chiesa Parrocchiale il loro Oratorio, dedicato a S. Silvestro, sito dentro il Castello di Scipione a Nord-Est" Da ciò si deduce che l’antica Chiesa Parrocchiale, collocata a poca distanza dall’Oratorio di S. Silvestro, era già crollata.
La nuova Chiesa Parrocchiale
"Nell’anno 1786 il Prevosto Don Vincenzo Ricci ha fatto l’acquisto del Tinaro e dell’ortino situati nel Castello di Scipione dalla Signora Duchessa Dorotea Pallavicino moglie del Duca Carlo Sforza Fogliani d’Aragona Grande di Spagna con rogito del 13 maggio 1786; e ciò per costruire nel Tinaro la nuova Chiesa Parrocchiale; e per unire l’ortino alla canonica".
Tale acquisto e contratto venne stipulato al prezzo di lire piacentine 4000. Il progetto fu approvato dal Vescovo di Piacenza Mons. Cerati il 10 maggio 1787, e in questo stesso anni iniziarono i lavori di costruzione della Chiesa.
"L’apertura della nuova Chiesa Parrocchiale di Scipione, e quindi la Benedizione della medesima, sembra avvenuta nell’anno 1790, epoca in cui terminò la costruzione di questa Chiesa".
Questo edificio deve in gran parte la sua esistenza all’opera instancabile di Don Vincenzo Ricci, parroco a Scipione per 37 anni, e morto l’anno successivo alla consacrazione della Chiesa (1791).
Fu sepolto proprio nella nuova Chiesa Parrocchiale di S. Silvestro.
La nuova Chiesa fu dotata della sacrestia, dell’altare maggiore fatto di mattoni, e di due altari attigui ai muri laterali interni, uno dedicato alla Beata Vergine del Rosario, l’altro dedicato a S. Antonio Abate dove fu collocata in una nicchia centrale la statua lignea del Santo, trasportata dall’Oratorio di S. Silvestro.
Interventi successivi
- Nel 1808 si iniziò a costruire la Cappella della Beata Vergine del Rosario lungo la parete laterale sinistra della chiesa, con altare in stucco e nicchia centrale dove fu collocata una nuova statua della Madonna.
Accanto alla nuova cappella fu pure costruito il pulpito di cotto con annessa scaletta (la quale fu poi demolita nel 1842 quando si aprì la piccola porta della chiesa che immette nel cortile della canonica).
- Nel 1829 furono fatte dal muratore Antonio Gragnani le tre nicchie sopra il Coro e vi furono poste, al centro, la statua della Beata Vergine delle Grazie, a sinistra la statua di S. Silvestro, proveniente dall’Oratorio dei Pallavicino, a destra la statua di S. Carlo Borromeo trasportata dal rispettivo Oratorio (queste due nicchie vennero poi soppresse e chiuse nel 1875).
Sempre nel 1829 fu posta all’ingresso del Presbiterio la Balaustra di noce donata dal benefattore Cristoforo Mirani ed eseguita dal falegname Giuseppe Guidotti.
-Nel 1837 fu ricavato un passaggio in ciotoli dal piccolo sagrato della chiesa alla strada sottostante chiamata anticamente "Corso di Scipione", levando la casupola di Casa Fogliani che era di fronte alla porta e facciata della stessa chiesa".
- Nel 1847 fu fatto eseguire da S. Maestà Maria Luigia, Duchessa di Parma e Piacenza, il bel quadro di S. Silvestro dal celebre pittore Tebaldi; fatto poi trasportare da Parma e fornito di ricca cornice dorata, fu riposto sopra il Coro della Chiesa.
- Nel 1874 fu fatto il bel Coro nuovo della Chiesa in legno di ciliegio e di ulivo eseguito dal falegname Giuseppe Contardi di Alseno.
- Nel 1875 fu costruita sul fianco laterale destro della chiesa una nuova cappella dedicata a Nostra Signora del Sacro Cuore di Gesù con annessa una piccola sacrestia.
Fu dotata di una balaustra di marmo e di un altare pure di marmo con sovrapposto il quadro della Madonna.
Nello stesso anno fu anche acquistato l’Altare Maggiore di marmo ed eseguita la tinteggiatura di tutta la chiesa al costo complessivo di 635 lire italiane, pagate dai parrocchiani con offerte in denaro e una "apposita questua annuale di frumento e melica".
- Nell’anno 1887 fu iniziata la costruzione del nuovo cimitero di Scipione, occupando sia il terreno del vecchio cimitero, sia i resti dell’Oratorio di S. Antonio, sia un campo donato dagli eredi di Ferrari fu Domenico.
La costruzione del nuovo Cimitero della dimensione di m. 27 per 18, fu data in appalto al comune di Salsomaggiore al Prevosto Don Giovanni Granelli per la somma di lire 1200. Terminata la cinta dei muri e la camera mortuaria, fu dato inizio alla costruzione delle cinque cappelle a spese di privati; la cappella centrale fu fatta costruire dal Parroco Don Granelli a sue spese per la sepoltura dei Parroci della Parrocchia.
- Nel 1879 fu fatta costruire, a spese del Prevosto Don Granelli, la facciata della chiesa, fino a questo tempo, infatti, non aveva mai avuto una propria facciata avendo il tetto in linea col Tinaro del Castello.
- Nel periodo in cui fu Parroco Don Cesare Granelli (1888-1934) si provvide ad arredare la chiesa con i candelieri sull’altare maggiore, i nuovi paramenti liturgici, le due statue del S. Cuore e di S. Giuseppe; fu pure costruita la scalinata di accesso alla chiesa.
- Nel 1938 fu arredata la chiesa con 14 nuovi banchi in larice.
- Nel 1951 il Parroco Don Silvio Mutti fece costruire vicino alla chiesa una sala ricreativa e di adunanza per la gioventù, e in quello stesso anno fu inaugurato il campo sportivo "fatto, nonostante tanti contrasti, nell’orto del Castello, concesso dalla Pontificia Commissione di assistenza di Parma".
- Anno Mariano 1954: dal 24 marzo all’ultima domenica di maggio l’immagine della Madonna Pellegrina "sostò in tutte le case di Scipione che andavano a gara per ricevere nel miglior modo la visita della Madonna".
- Nel 1957, anno dedicato al S. Cuore, "tutta la popolazione di Scipione contribuì con entusiasmo e con tanta generosità all’acquisto del nuovo Tabernacolo", realizzato dalla ditta Fornasari di Piacenza.
- Nel 1966 il Parroco Don Luigi Longinotti, con l’aiuto dei parrocchiani, ha fatto costruire a Scipione Ponte una Chiesina in prefabbricato per la maggior comodità della gente ivi abitante.
- Nel 1974 è stato ristrutturato il Presbiterio della Chiesa Parrocchiale togliendo la balaustra e volgendo l’altare verso i fedeli.
- Nel 1987 si è provveduto a sistemare la facciata e la fiancata della chiesa, con la sostituzione dei vecchi finestroni.
- Nel 1990 è stata completamente ristrutturata la Chiesina del Ponte con nuova facciata, nuovo tetto, piccola campana, servizi igienici, sistemazione dell’area circostante.
- Nel 2000 restauro della Chiesa e della canonica con nuovi portali in cotto smaltato e con vetrate astratte.
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